I contratti esteri, sono definiti per mezzo di trattativa diretta tra l’azienda ed il lavoratore. Ai sensi dell’Art. 41 del vigente CCNL al singolo lavoratore cui venga proposta un’assegnazione contrattuale all’estero, sarà garantita l’assistenza sindacale all’atto della partenza per quanto riguarda le implicazioni inerenti la posizione professionale.
Attualmente l’azienda utilizza tre tipologie di contratti esteri:
- aspettativa e contestuale apertura di contratto internazionale presso la consociata. In questo caso non varranno durante il periodo d’incarico né il CCNL Energia e Petrolio né le leggi italiane che saranno sostituite in toto dalle condizioni previste nel contratto individuale.
- distacco internazionale, in questo caso il lavoratore mantiene una busta paga italiana nella quale versa contributi INPS ed IRPEF allo Stato Italiano sulla base del suo stipendio di partenza. L’azienda erogherà inoltre una voce netta definita “Trasferta Estera Esentasse” che completerà la retribuzione fino all’ammontare definito nel contratto individuale. In questo caso il lavoratore è sottoposto al foro italiano ed applicherà anche le clausole del CCNL.
- trasferta estera di lunga durata, ex Short Term Assignment (STA), rispetta le normali regole di una trasferta estera definite nel precedente paragrafo.
L’assegnazione al contratto estero è regolato da una Policy aziendale generale (resident o campo), la quale individua le caratteristiche di base dei contratti esteri e demanda alle singole consociate le policy relative allo specifico paese.
Per quanto riguarda i paesi in cui Eni NR, GGP & EGEM opera sono disponibili le seguenti Policy aziendali, che non sono pubbliche al momento:
| Country | Policy |
| Algeria | Non disponibile |
| Angola | Non disponibile |
| Australia | Non disponibile |
| Cina | Non disponibile |
| Cipro | Non disponibile |
| Congo | Non disponibile |
| Costa d’Avorio | Non disponibile |
| Egitto | Non disponibile |
| Ghana | Non disponibile |
| Indonesia | Non disponibile |
| Iraq | Non disponibile |
| Kazakhstan | Non disponibile |
| Libia | Non disponibile |
| Messico | Non disponibile |
| Mozambico | Non disponibile |
| Norvegia | Non disponibile |
| Tunisia | Non disponibile |
| Qatar | Non disponibile |
| Turkmenistan | Non disponibile |
| Emirati Arabi Uniti | Non disponibile |
| Regno Unito | Non disponibile |
| USA | Non disponibile |
| Venezuela | Non disponibile |
Per determinare il reddito estero si moltiplica il reddito annuale lordo Italiano, RAL o retribuzione base, per un coefficiente specifico del sito di destinazione e dell’attività che si andrà a svolgere. La RAL si ricava moltiplicando per 14 il valore della retribuzione base presente nel cedolino italiano.
Nel solo caso di aspettativa il lavoratore è soggetto ad un particolare regime fiscale che prevede la doppia imposizione, per il reddito Italiano e per il reddito prodotto nello stato estero. Ovvero viene tassato il reddito estero complessivo nel paese in cui si svolge la mansione e nel contempo il lavoratore deve pagare in Italia le imposte basate sulla sua RAL italiana. L’entità delle tasse da pagare in Italia dipende dalla cosiddetta retribuzione Convenzionale di Riferimento che annualmente il Ministero del Lavoro definisce con apposita tabella.
Per determinare il cuneo fiscale Italiano occorre utilizzare le Retribuzioni convenzionali: Supponiamo che la RAL dell’assistito in categoria 3.1 sia di 34.316,24 €. Dividendo tale RAL in dodicesimi si ottiene 2.859,7 €, con questo valore si entra nella tabella delle retribuzioni convenzionali e si individua la fascia di riferimento (Industria), in questo caso si ottiene la FASCIA III per la quale corrisponde una retribuzione convenzionale di 3.223,14 € ovvero 38.677,68 € all’anno. Su questa cifra verranno versati i contributi INPS (9,19%) e quindi sulla cifra residua l’IRPEF secondo le aliquote vigenti (23% per redditi fino a 28.000 €, 35% tra 28.001 e 50.000 € e 43% oltre 50.001 €).
Per quanto riguarda il regime fiscale estero, sarà cura della consociata estera corrispondere i contributi necessari nel paese estero, e versare al lavoratore il corrispettivo netto (cifra che viene usualmente indicata nella lettera di assegnazione). Al lavoratore espatriato spetta ricevere dall’azienda la ricevuta del fisco estero che attesti l’entità delle imposte estere pagate.
Per evitare che il lavoratore espatriato subisca una doppia imposizione fiscale sul medesimo stipendio l’azienda provvede a saldare sia le imposte estere che quelle Italiane. In cambio chiede all’espatriato di restituire ad Eni il credito d’imposta previsto in questi casi a compensazione, attraverso la compilazione del 730. In questi casi occorre compilare il quadro G sezione III ed avere la copia delle imposte pagate nello stato estero nonché i redditi prodotti nel suddetto paese ed inviare la documentazione ad Eni. Suggeriamo di farsi supportare dal CAF CGIL gratuito per gli iscritti
Di seguito le recenti novità in materia di estero:
- InfoRSU 410 – aprile 2026
- InfoCGIL 238 – aprile 2026
- Costruiamo Insieme il Vero Valore delle Assegnazioni Estere
- InfoRSU 401 – agosto 2025
- InfoRSU 400 – luglio 2025
- InfoRSU 394 – aprile 2025
- InfoRSU 388 – gennaio 2025
- InfoRSU 387 – dicembre 2024
- InfoRSU 374 – febbraio 2024
- Nuove retribuzioni convenzionali per i lavoratori all’estero
- InfoRSU 360 – marzo 2023
- InfoRSU 351 – ottobre 2022
- InfoRSU 332 – novembre 2021
- InfoRSU 331 – novembre 2021
- InfoRSU 328 – settembre 2021
Costruiamo Insieme il Vero Valore delle Assegnazioni Estere
Per favorire maggiore trasparenza e consapevolezza sui pacchetti retributivi legati alle assegnazioni internazionali, è stata avviata una nuova iniziativa aperta a tutte le colleghe e i colleghi: una raccolta anonima dei dati economici estero, realizzata tramite un Google Form dedicato. Il questionario, disponibile qui: , permette in pochi minuti di condividere – in completa riservatezza – informazioni di massima su salario e valori netti percepiti durante un incarico all’estero. Non viene richiesto alcun dato personale né identificativo, e tutte le risposte verranno utilizzate esclusivamente in forma aggregata.

L’obiettivo è costruire un database empirico, costantemente aggiornato, che consenta di ricavare medie, range e benchmark realistici per Paese, città, distanza, categoria di rischio paese, ruolo e categoria professionale, creando uno strumento concreto di supporto per chi si prepara a un’esperienza internazionale. I dati raccolti serviranno a elaborare confronti simili a quelli presenti nei modelli di analisi utilizzati internamente (differenze tra destinazioni, costi medi, gap rispetto ai valori tipici), contribuendo così a stimolare (si spera), una maggiore equità e chiarezza nelle future proposte economiche.
Invitiamo tutte e tutti a partecipare a questa iniziativa: condividere la propria esperienza, in modo anonimo, significa contribuire a una base informativa comune, utile alla tutela collettiva e alla valorizzazione di chi affronta un percorso di mobilità globale. Ogni singola compilazione è preziosa e aiuta a costruire un quadro più trasparente e realmente rappresentativo della realtà delle nostre assegnazioni all’estero.
Per chiunque volesse ricevere una valutazione di massima con valori indicatividella proposta economica ricevuta, sara’ possibile indicare il proprio indirizzo email e ricevere uno schema simile a quello riportato qui di seguito. La tabella avra puro fine comparativo e sara’ disponibile non appena avremo ottenuto un sufficiente numero di dati per renderla funzionale e statisticamente rappresentativa.
